Caldo estremo, fino a 1,5 milioni di lavoratori a rischio nei prossimi giorni
L’ondata di calore che sta interessando l’Italia e buona parte dell’Europa potrebbe mettere a rischio la salute di circa 1,5 milioni di lavoratori e lavoratrici nei prossimi tre giorni.
La stima arriva da un’analisi realizzata con i dati Istat sull’occupazione. Il quadro evidenzia come il caldo estremo possa incidere non solo sulla salute fisica, ma anche sul benessere mentale, aumentando inoltre la probabilità di infortuni sul lavoro.
Secondo l’analisi, tra il 25 e il 27 giugno le aree più esposte sono la città metropolitana di Roma, con circa 427 mila lavoratori potenzialmente a rischio, pari al 25% degli occupati, Milano con 347 mila lavoratori coinvolti, pari al 14%, e Napoli con 133 mila persone, pari al 19% degli occupati.
La giornata più critica sarebbe sabato 27 giugno, quando quasi tutto il territorio nazionale rientrerebbe nella fascia di rischio elevato. Resterebbero escluse soltanto le province di Aosta, Campobasso, L’Aquila e Potenza.
Edilizia, logistica e manutenzione tra i settori più esposti
Tra i comparti maggiormente interessati spicca l’edilizia, con circa 603 mila lavoratori potenzialmente esposti a condizioni di caldo intenso. Seguono il trasporto merci su strada, il magazzinaggio, i servizi di consegna e i rider, con circa 537 mila addetti.
A rischio anche il settore della manutenzione del verde e dei servizi per gli edifici, che coinvolge circa 292 mila lavoratori.
Nel complesso, secondo l’analisi, il 18% degli occupati nei territori presi in esame potrebbe trovarsi esposto a condizioni di caldo classificate come a rischio elevato.
La categoria comprende lavoratori impegnati anche in attività fisicamente intense e in ambienti dove le condizioni termiche possono diventare potenzialmente dannose per la salute.
Il tema richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare le misure di prevenzione nei luoghi di lavoro, soprattutto durante le fasi più intense dell’estate. Rimodulazione degli orari, pause adeguate, idratazione costante, zone d’ombra, informazione e formazione dei lavoratori diventano strumenti fondamentali per ridurre i rischi legati al caldo estremo.
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