Tragedia nel deposito BRT di Settimo Torinese, l’azienda: “Sicurezza principio imprescindibile”

La morte di Antonio Gala, corriere di 64 anni deceduto nel deposito BRT di Settimo Torinese, continua a riaccendere l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare nel settore della logistica.

A pochi giorni dall’incidente, l’azienda è intervenuta con una nota ufficiale per esprimere nuovamente cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore, dipendente della società UTM, impresa attiva in appalto all’interno del polo logistico.

Nel comunicato, BRT ha ribadito che la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori rappresenta un principio fondamentale. L’azienda ha sottolineato come la prevenzione degli infortuni passi attraverso procedure operative, formazione, monitoraggio costante dei processi e aggiornamento continuo delle misure di sicurezza.

La società ha inoltre dichiarato la propria disponibilità al confronto con tutti i soggetti coinvolti, con l’obiettivo di individuare ulteriori interventi utili a rafforzare gli standard di tutela all’interno degli hub logistici.

Indagini in corso sulla dinamica dell’incidente

L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio di venerdì 26 giugno, all’interno del deposito di via Paganini. Secondo le prime ricostruzioni, il lavoratore sarebbe rimasto schiacciato tra un autocarro in movimento e la motrice del proprio mezzo.

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è anche quella di un possibile movimento del camion dopo il mancato inserimento del freno di stazionamento. Si tratta però di una circostanza ancora da verificare attraverso gli accertamenti tecnici.

Le indagini sono affidate ai Carabinieri e agli ispettori dello Spresal dell’Asl To4, chiamati a ricostruire con precisione ogni fase dell’accaduto.

Il caso si inserisce in un quadro regionale già preoccupante. Secondo i dati richiamati dai sindacati, nei primi quattro mesi dell’anno in Piemonte si sono registrati 23 morti sul lavoro, di cui 10 nella provincia di Torino.

Sarà ora l’inchiesta a stabilire se alla base della tragedia vi siano stati un errore umano, un guasto tecnico o eventuali altre responsabilità. Solo al termine degli accertamenti sarà possibile chiarire con esattezza le cause della morte del lavoratore.

La vicenda conferma ancora una volta quanto la sicurezza sul lavoro debba essere considerata una priorità assoluta. Formazione continua, controlli efficaci, manutenzione dei mezzi, procedure chiare e responsabilità condivise sono strumenti indispensabili per prevenire tragedie e garantire a ogni lavoratore il diritto di rientrare a casa sano e salvo.


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