Sicurezza sul lavoro, al via la Strategia nazionale 2026-2030: rafforzati prevenzione, controlli e coordinamento

Il Governo avvia la fase operativa della Strategia nazionale 2026-2030 per la salute e la sicurezza sul lavoro, il programma destinato a orientare nei prossimi cinque anni le politiche pubbliche per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.

Dopo l’approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha presieduto la riunione del Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale dell’attività di vigilanza.

L’organismo, previsto dal D.Lgs. 81/2008, avrà il compito di trasformare gli obiettivi della Strategia nazionale in interventi concreti, migliorando la collaborazione tra le amministrazioni e i soggetti coinvolti nella tutela dei lavoratori.

Strategia nazionale 2026-2030: dalla programmazione agli interventi concreti

La riunione rappresenta il primo passaggio operativo successivo al via libera della Conferenza Stato-Regioni.

La Strategia nazionale 2026-2030 definisce obiettivi misurabili e linee di intervento finalizzate a rendere più efficace il sistema italiano di prevenzione. Le priorità riguardano il rafforzamento delle attività di vigilanza, il coordinamento tra gli enti e la promozione di misure capaci di ridurre il numero degli infortuni e delle malattie correlate al lavoro.

Secondo il ministro Orazio Schillaci, l’approvazione del piano costituisce un risultato importante, ma richiede ora un impegno concreto da parte di tutte le istituzioni interessate.

«La Strategia nazionale 2026-2030 rappresenta un traguardo molto importante per la nostra Nazione. Ora dobbiamo lavorare alla sua piena attuazione», ha dichiarato il ministro.

La programmazione accompagnerà le politiche nazionali per i prossimi anni, indicando una direzione comune alle amministrazioni centrali, alle Regioni e agli organismi impegnati nella prevenzione.

Il ruolo del Comitato nazionale previsto dal D.Lgs. 81/2008

Un ruolo centrale sarà svolto dal Comitato nazionale per il coordinamento dell’attività di vigilanza, chiamato a favorire una maggiore integrazione tra i diversi soggetti istituzionali.

Il lavoro del Comitato coinvolgerà, tra gli altri:

  • il Ministero della Salute;
  • il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
  • le Regioni;
  • le Aziende sanitarie locali;
  • l’Inail;
  • gli altri enti competenti in materia di vigilanza e prevenzione.

L’obiettivo è evitare frammentazioni e sovrapposizioni, rendendo più omogenee le attività di controllo sul territorio e facilitando lo scambio di dati, informazioni ed esperienze operative.

Il coordinamento nazionale dovrà inoltre permettere di individuare più rapidamente i settori maggiormente esposti ai rischi e di programmare interventi mirati sulla base delle effettive necessità del sistema produttivo.

Prevenzione e promozione della salute nei luoghi di lavoro

Il ministro ha sottolineato come negli ultimi anni si sia progressivamente affermato un approccio più moderno alla sicurezza sul lavoro, non limitato esclusivamente all’attività ispettiva.

La tutela dei lavoratori deve infatti comprendere anche la promozione della salute, l’analisi preventiva dei rischi e la capacità di intervenire prima che si verifichino incidenti o malattie professionali.

In questa prospettiva, la Strategia nazionale punta a integrare vigilanza, prevenzione sanitaria, formazione e organizzazione aziendale, valorizzando il contributo delle istituzioni, dei datori di lavoro, dei lavoratori e dei professionisti della sicurezza.

Italia e Libia rafforzano la cooperazione sanitaria

Nella stessa giornata il ministro Orazio Schillaci ha incontrato a Roma il ministro della Salute libico Mohamed Ali Al-Ghouj.

Il confronto è stato dedicato al consolidamento della collaborazione sanitaria tra Italia e Libia e alla verifica dei risultati raggiunti dopo la Dichiarazione d’Intenti sottoscritta a Tripoli nel 2024.

Le delegazioni hanno approfondito diversi ambiti di cooperazione, tra cui la formazione degli operatori sanitari, il potenziamento delle risorse umane e lo sviluppo di interventi congiunti nei settori della sicurezza alimentare e della sanità veterinaria.

L’approccio One Health e il Piano Mattei per l’Africa

La collaborazione tra i due Paesi sarà sviluppata secondo il modello One Health, fondato sulla stretta relazione tra salute umana, salute animale e tutela dell’ambiente.

Questo approccio consente di affrontare in modo coordinato problematiche complesse, come le malattie trasmissibili, la sicurezza degli alimenti, la tutela degli ecosistemi e la prevenzione dei rischi sanitari globali.

Le iniziative si inseriscono anche negli obiettivi del Piano Mattei per l’Africa, che individua nella sanità e nella formazione strumenti essenziali per sostenere lo sviluppo, rafforzare la stabilità e costruire rapporti duraturi tra l’Italia e i Paesi africani.

La Strategia nazionale 2026-2030 segna dunque l’avvio di una nuova fase per la sicurezza sul lavoro. Accanto a controlli più coordinati e a una vigilanza efficace, sarà fondamentale investire nella formazione continua, nell’informazione e nella diffusione di comportamenti consapevoli. Solo attraverso competenze aggiornate, collaborazione tra istituzioni e una reale cultura della prevenzione sarà possibile ridurre in modo duraturo infortuni e malattie professionali.


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