I dati INAIL relativi al primo semestre 2026 mostrano un aumento delle denunce di infortunio e una forte crescita delle malattie professionali. In calo, invece, gli eventi mortali denunciati.
L’INAIL ha diffuso il nuovo aggiornamento trimestrale sull’andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, elaborato sulla base delle informazioni disponibili nella sezione “Dati e statistiche” dell’Istituto.
I numeri relativi al periodo gennaio-giugno 2026 non sono ancora definitivi. I singoli casi, infatti, sono soggetti al successivo consolidamento in seguito alla conclusione dell’iter amministrativo.
Il quadro complessivo evidenzia una crescita delle denunce di infortunio rispetto allo stesso periodo del 2025. Ancora più significativo risulta l’incremento delle segnalazioni relative alle malattie professionali.
Infortuni sul lavoro, quasi 214mila denunce nel primo semestre
Tra gennaio e giugno 2026 sono state registrate complessivamente 213.985 denunce di infortunio in occasione di lavoro, contro le 204.364 dello stesso periodo del 2025.
L’aumento è quindi pari al 4,71%.
La crescita interessa sia la componente femminile sia quella maschile. I dati riportati evidenziano un incremento del 5,72% per le donne e del 3,68% per gli uomini.
Anche gli infortuni in itinere, cioè quelli che avvengono durante il normale percorso tra abitazione e luogo di lavoro o negli altri casi tutelati dalla normativa, mostrano un andamento in crescita.
Le denunce considerate nel rapporto raggiungono quota 22.040, con un incremento indicato del 9,64% rispetto al periodo di confronto.
Sul piano territoriale, gli aumenti più consistenti degli infortuni in occasione di lavoro sono stati rilevati in Lombardia (+2.331), Lazio (+1.535) ed Emilia-Romagna (+1.025).
Le diminuzioni riguardano invece Bolzano (-82), Trento (-55) e Valle d’Aosta (-3).
Infortuni mortali in diminuzione del 4,20%
Un segnale positivo arriva dalle denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale.
Nel primo semestre del 2026 ne sono state rilevate 342, rispetto alle 357 registrate nello stesso periodo dell’anno precedente.
La diminuzione è pari al 4,20%.
Il calo rappresenta un dato importante, ma non riduce la necessità di continuare a intervenire sulle cause degli incidenti più gravi e sui comparti maggiormente esposti.
Malattie professionali, denunce in aumento del 16,66%
Particolarmente significativo è il dato relativo alle malattie professionali.
Tra gennaio e giugno 2026 sono state protocollate 59.480 denunce, contro le 50.986 dello stesso periodo del 2025.
L’incremento raggiunge quindi il 16,66%.
Per la componente femminile le segnalazioni sono passate da 13.138 a 15.293, con una crescita del 16,40%. Per gli uomini si passa invece da 37.848 a 44.187 denunce, pari a un incremento del 16,75%.
A livello territoriale, gli aumenti più rilevanti sono stati registrati in Toscana (+1.999), Puglia (+1.130) e Marche (+854).
Le principali diminuzioni interessano invece Friuli-Venezia Giulia (-147), Umbria (-33) e Valle d’Aosta (-6).
Cosa prevede la normativa sulla sicurezza sul lavoro
I dati richiamano l’attenzione sugli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008.
L’articolo 15 individua le misure generali di tutela, mentre gli articoli 17 e 28 disciplinano l’obbligo di valutazione dei rischi e la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
L’articolo 18 definisce gli obblighi del datore di lavoro e del dirigente. Tra questi rientrano anche gli adempimenti relativi alla comunicazione degli infortuni.
L’articolo 37 assume invece particolare rilevanza per informazione, formazione e addestramento dei lavoratori.
A queste disposizioni si affiancano il DPR 1124/1965, relativo all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, e il D.Lgs. 38/2000, che ha disciplinato ulteriormente la tutela assicurativa, compresi gli infortuni in itinere.
Cosa possono fare concretamente le aziende
L’andamento delle denunce può diventare uno strumento utile per individuare le aree sulle quali intervenire con maggiore attenzione.
Le imprese dovrebbero analizzare gli infortuni e i near miss, individuando mansioni, reparti e lavorazioni maggiormente esposti. Questa attività permette di programmare interventi correttivi sulla base dei rischi effettivamente riscontrati.
L’aumento degli infortuni in itinere richiama inoltre l’importanza della sicurezza stradale, attraverso informazione, sensibilizzazione e una migliore organizzazione degli spostamenti.
Particolare attenzione deve essere riservata alle malattie professionali. L’aumento delle denunce rende ancora più importante verificare periodicamente l’adeguatezza del DVR, considerando rischi ergonomici, fisici, chimici e organizzativi.
Anche la sorveglianza sanitaria assume un ruolo determinante per individuare tempestivamente eventuali problemi collegati all’attività lavorativa.
I dati INAIL del primo semestre 2026 confermano quindi quanto sia necessario mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione. La diminuzione delle denunce mortali rappresenta un segnale positivo, mentre l’aumento complessivo degli infortuni e soprattutto delle malattie professionali evidenzia criticità sulle quali continuare a intervenire.
Formazione, informazione e addestramento devono restare al centro delle strategie aziendali di prevenzione. Una corretta valutazione dei rischi deve essere accompagnata da lavoratori realmente preparati a riconoscere i pericoli e ad adottare comportamenti sicuri. Investire nella formazione significa intervenire prima dell’infortunio, trasformando la sicurezza da semplice obbligo normativo a elemento concreto dell’organizzazione del lavoro.
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