I dati consolidati INAIL sul 2025 registrano circa 600mila denunce di infortunio, in aumento dell’1,2%. Scendono invece a 1.198 i casi mortali, mentre le malattie professionali raggiungono il livello più alto degli ultimi 26 anni.
Il quadro della salute e sicurezza sul lavoro in Italia presenta segnali contrastanti. Nel 2025 sono state presentate all’INAIL circa 600mila denunce di infortunio, con una crescita dell’1,2% rispetto al 2024. Parallelamente, le denunce con esito mortale sono diminuite del 3,3%, attestandosi a 1.198 casi.
I dati consolidati permettono di aggiornare il quadro rispetto alle prime rilevazioni provvisorie. Accanto agli infortuni emerge soprattutto il forte aumento delle malattie professionali, che nel 2025 hanno raggiunto 98.312 denunce, l’11,3% in più rispetto all’anno precedente.
Infortuni 2025, 519mila denunce riguardano i lavoratori
Delle circa 600mila denunce complessive, 519mila riguardano lavoratori e circa 81mila studenti.
Considerando i lavoratori, circa l’80% degli eventi è avvenuto in occasione di lavoro, mentre il restante 20% riguarda gli infortuni in itinere, cioè quelli verificatisi durante gli spostamenti tutelati tra abitazione e luogo di lavoro.
Proprio questi ultimi mostrano una crescita del 2,4%.
Il dato richiama l’attenzione anche sul rischio stradale, diventato uno degli ambiti sui quali si stanno concentrando le politiche di prevenzione e gli interventi incentivati dall’INAIL.
Morti sul lavoro, denunce in diminuzione del 3,3%
Le denunce di infortunio con esito mortale sono state 1.198, rispetto alle 1.239 dell’anno precedente.
La riduzione è quindi pari al 3,3%.
Dei casi registrati nel 2025, 1.189 hanno riguardato lavoratori e nove studenti.
La diminuzione rappresenta un segnale positivo, ma i numeri continuano a evidenziare la necessità di intervenire sulle attività maggiormente esposte agli eventi gravi.
Costruzioni, manifattura e trasporti tra i settori più esposti
Una parte consistente degli infortuni si concentra in pochi comparti produttivi.
Manifattura, costruzioni, sanità, trasporti e commercio rappresentano complessivamente oltre il 70% delle denunce in occasione di lavoro della gestione Industria e servizi.
La concentrazione diventa ancora più evidente considerando gli eventi mortali: quasi il 60% delle denunce con esito fatale interessa costruzioni, manifattura e trasporti.
I rischi presentano caratteristiche differenti. Nei trasporti assume particolare rilievo la sicurezza stradale, mentre nelle costruzioni risultano centrali i rischi propri delle attività di cantiere, compresi quelli connessi alle attrezzature e alle cadute dall’alto.
Italia e Unione Europea: cosa mostrano i dati Eurostat
Il confronto europeo, basato sui dati omogenei Eurostat relativi al 2023, indica per l’Italia 991 infortuni non mortali ogni 100mila occupati, rispetto ai 1.300 della media UE-27.
Per gli eventi mortali, il dato italiano è di 1,20 decessi ogni 100mila occupati, contro una media europea di 1,23. La Spagna registra 1,18, mentre Francia e Germania si attestano rispettivamente a 3,50 e 0,53.
Il confronto richiede però cautela. Le statistiche Eurostat considerate riguardano gli eventi indennizzati in occasione di lavoro e non comprendono gli infortuni in itinere, la cui copertura non è uniforme nei diversi Stati europei.
Malattie professionali, oltre 98mila denunce
Un dato particolarmente significativo riguarda le malattie professionali.
Nel 2025 sono state presentate all’INAIL 98.312 denunce, contro le 88.338 del 2024. L’incremento è dell’11,3% e porta il numero delle segnalazioni al livello più elevato degli ultimi 26 anni.
L’aumento delle denunce, tuttavia, non può essere interpretato automaticamente come un equivalente peggioramento delle condizioni lavorative.
Secondo il presidente dell’INAIL Fabrizio D’Ascenzo, sul fenomeno incidono anche una maggiore emersione delle patologie lavoro-correlate, l’attività di medici certificatori e patronati e una maggiore conoscenza delle tutele disponibili.
Le patologie muscolo-scheletriche rimangono predominanti, con circa 70mila denunce e una quota vicina ai tre quarti dei casi codificati.
Tra queste rientrano patologie del rachide, tendiniti, ernie discali e altri disturbi associati anche al sovraccarico biomeccanico.
Numeri inferiori riguardano i tumori professionali, che assumono però particolare rilevanza per la loro gravità e rafforzano l’importanza della sorveglianza sanitaria e della prevenzione dell’esposizione agli agenti cancerogeni.
Formazione e prevenzione: aumentano le risorse
Sul fronte della prevenzione, INAIL ha rafforzato gli strumenti economici destinati alle imprese e alle attività formative.
Ai 24 milioni di euro dell’Avviso pubblico 2024 per la formazione si è aggiunta una procedura da 50 milioni di euro, destinata a finanziare progetti formativi ulteriori rispetto agli obblighi ordinari.
Il Bando ISI INAIL 2025 ha inoltre previsto 600 milioni di euro a fondo perduto per sostenere investimenti finalizzati al miglioramento della salute e sicurezza e all’introduzione di soluzioni tecnologiche innovative.
A queste misure si affiancano iniziative di sensibilizzazione e prevenzione rivolte anche alle nuove generazioni e ai territori.
Premi INAIL, maggiori riduzioni per le imprese virtuose
Dal 2026 vengono rafforzate anche le riduzioni collegate all’andamento infortunistico favorevole.
Le aliquote di bonus applicate in via provvisoria all’autoliquidazione 2025-2026 sono state incrementate di sette punti percentuali e possono variare dal 14% al 37%.
Nel 2025 la riduzione del tasso medio per prevenzione aveva già interessato 30.841 aziende, determinando oltre 211 milioni di euro di minori premi.
Per le imprese artigiane senza infortuni denunciati nel biennio 2023-2024 è stata inoltre applicata una riduzione del 5,07%, che ha coinvolto circa 459mila aziende.
Nel settore agricolo, dal 1° gennaio 2026, sono previste riduzioni strutturali dei contributi pari al 35,8% per i lavoratori dipendenti e al 15,4% per gli autonomi.
OT23 2027, riduzione del tasso fino al 28%
Un ulteriore strumento è rappresentato dal modello OT23 2027, destinato alle aziende che nel corso del 2026 realizzano interventi migliorativi di prevenzione ulteriori rispetto agli obblighi previsti dalla normativa.
La riduzione del tasso medio di tariffa può raggiungere il 28% per le aziende fino a 10 lavoratori-anno. Scende al 18% tra 10,01 e 50, al 10% tra 50,01 e 200 e al 5% oltre i 200 lavoratori-anno.
Il modello comprende 65 interventi articolati in sei sezioni, che interessano prevenzione degli infortuni mortali, rischio stradale, malattie professionali, formazione, gestione della salute e sicurezza, emergenze e dispositivi di protezione.
Per accedere alla riduzione l’azienda deve aver realizzato nel 2026 un intervento di tipo A oppure due interventi di tipo B, documentandone l’effettiva attuazione. La richiesta dovrà essere presentata telematicamente all’INAIL entro il 1° marzo 2027.
Prevenzione, formazione e near miss diventano sempre più centrali
Il quadro che emerge dai dati INAIL conferma la necessità di intervenire contemporaneamente su più fronti. La diminuzione degli eventi mortali è un elemento positivo, ma l’aumento complessivo delle denunce e il record delle malattie professionali mantengono alta l’attenzione.
La prevenzione non può limitarsi agli adempimenti formali. Diventa fondamentale analizzare gli incidenti e i near miss, aggiornare la valutazione dei rischi, investire in tecnologie e attrezzature più sicure e garantire una corretta sorveglianza sanitaria.
Soprattutto, informazione, formazione e addestramento devono tradursi in competenze concretamente utilizzabili dai lavoratori. I finanziamenti e gli incentivi messi a disposizione possono rappresentare un’opportunità per le imprese, ma l’obiettivo deve rimanere quello di intervenire sui rischi prima che si trasformino in incidenti o malattie professionali.
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